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Nov 21

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10 – Storia di un anziano e di un computer: Giovanni e… l’ America

Pierino in disparte non riesce a parlare, guarda Giulia, gli fa ciao con la mano, ma proprio le parole non escono, e poi Giulia scappa un attimo dal video e dopo qualche minuto torna con la bimba e … Pierino ha gli occhi lucidi, accarezza il monitor e io, io gli passo le cuffie e mi allontano un poco.

Avevamo appuntamento alle 14.30. Davanti a Palazzo Einaudi, nella piazza. Sapevo che ci teneva e quando sono arrivato ho capito che era lì ad aspettarmi almeno da 10 minuti, sotto il sole.
Mi ha riconosciuto da lontano e mi ha sorriso.
L’ho salutato e mi ha detto buongiorno e con un accento piemontese forte ha aggiunto Ma lei allora ne capisce proprio di computer, anche se è così giovane.

Ero un po’ imbarazzato, ma il direttore mi aveva consigliato di farmi dare del tu. Sì sì, i computer mi piacciono tanto, mi sono iscritto a informatica e spero di trovare lavoro in questo campo. Posso chiederle di darmi del tu? Ho solo vent’anni, sono Giovanni.
Mi ha guardato con un misto di rispetto e ammirazione, lui che con ott’antanni avrebbe potuto raccontarmi cose che io neanche immaginavo. Mi sono sentito bene, quando poi con un sorriso ha aggiunto, allora diamoci del tu, io sono Pierino.

Siamo andati insieme alla Vodafone. Ho pensato che se non aveva il telefono a casa e viveva nelle colline intorno a Chivasso dovevamo prima verificare il segnale per non comprare una chiavetta che poi non prendeva segnale e allora… soldi buttati  via.
Gliel’ho detto, ma aveva fretta, come capitava a me quando da piccolo mi promettevano un gioco e poi mi spiegavano che per sceglierlo dovevo andare a vedere in quei due o tre negozi, per non pentirmi di quello che sceglievo.

Ho parlato con il commesso, gli ho spiegato dove abitava Pierino, mi dice ho gli zii che abitano lì vicino, e così Pierino si è sentito ancora più a casa.
Insomma dieci minuti dopo aveva scelto chiavetta e ricaricabile con un po’ di traffico già incluso, che facendo i conti erano sufficienti per navigare e telefonare con Skype.

Siamo andati a Palazzo Einaudi in un battibaleno, gli ho prima caricato l’antivirus e antispyware e gli ho messo Open Office, programma gratis  alternativo a quelli a pagamento, che non sa ancora che potrà usare, ma almeno non deve poi di nuovo chiamarmi per caricarlo, gli aggiungo un browser per navigare su internet come quello usato al corso, soprattutto gli metto skype e gli configuro la posta elettronica con le credenziali che ha usato al corso, ho messo la chiavetta, l’ho configurata e…. SIAMO SU INTERNET, gli dico con enfasi.

È senza parole, ha il suo computer, lancia Skype gli faccio un account che si chiama col suo nome e cognome e per fargli vedere come funziona chiamo il direttore  dall’altra parte del vetro, a cui suo il computer, si mette le cuffie e…Pierino comincia a intuire, vede il direttore sul suo computer e lo sente parlare, prova e gli dice ma mi senti ? Io ti vedo ma che roba, che roba.

Cerchiamo subito la nipote Giulia che sta in America e quando la troviamo comincia a deglutire.
Gli dico guarda che è in linea, se vuoi la chiamiamo ora. Mi fa cenno di sì con la testa, continua a deglutire. Lancio la chiamata e lo metto davanti alla webcam per inquadrarlo. Due tre quattro cinque…dieci squilli. Pierino è senza fiato.

Poi Giulia risponde e.. per Pierino devo rispondere io, sono Giovanni sono un amico di suo nonno, l’ho aiutato a configurare Skype per chiamarla, mi ha detto che voleva vedere la nipotina …
Pierino in disparte non riesce a parlare, guarda Giulia, gli fa ciao con la mano, ma proprio le parole non escono, e poi Giulia scappa un attimo dal video e dopo qualche minuto torna con la bimba e … Pierino ha gli occhi lucidi, accarezza il monitor e io, io gli passo le cuffie e mi allontano un poco.

Io da grande faró informatica, ma non credo che mi dimenticherò di quegli occhi neanche quando e se riuscirò a scrivere la app più incredibile che posso sognare. È bello sapere che cosa sta dietro anzi davanti alla tecnologia.

Livio Olivero

Livio Olivero

Direttore di CampusLab. Mi occupo dei rapporti con i partner e del coordinamento del nostro Team di lavoro, con cui elaboro nuove idee e proposte per nuovi progetti.
Livio Olivero

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