«

»

Set 10

Stampa Articolo

PSR 121 – Newsletter P.Nv5 – La filiera dell’olio vegetale puro (OVP) per la produzione di energia

00-PSRLoghiRaggruppati+dicitura

Gli oli vegetali puri

Gli OVP (oli vegetali puri) sono il prodotto finale ottenuto dal processo di spremitura dei semi delle piante oleaginose. Queste piante si contraddistinguono per la loro capacità di accumulare sostanze grasse altamente energetiche nei semi o nei frutti come materiale di riserva. Nel mondo si conoscono più di 4.000 specie di colture oleaginose erbacee od arboree che si contraddistinguono in funzione della loro produttività, ripartizione percentuale delle materie grasse, del tipo di olio prodotto, della consistenza (solido o liquido) a temperatura ambiente, della durata dell’impianto di coltivazione, delle zone di produzione, ecc. Nei climi temperati le piante oleaginose più diffuse sono di natura arborea (olivo) ed erbacea (girasole, colza, soia ). Altre colture erbacee di diffusione più limitata me ugualmente destinate al settore industriale sono: ricino, cartamo, lino, Brassica carinata, Camelina sativa, tabacco e cardo che trovano impiego nei diversi settori dell’industria farmaceutica, chimica e cosmetica. Tra le colture producibili in Italia con destinazione non-food le più consolidate sono:

  • Girasole (Helianthus annuus L.) nelle zone centrali della penisola italiana caratterizzate da limitate disponibilità idriche; interessante per la possibilità di utilizzare genotipi (varietà o ibridi HO) che contengono un’elevata percentuale di acido oleico, importante per la produzione di biodiesel.
  • Colza (Brassica napus L. var. oleifera D.C.) negli areali agricoli nord-occidentali; interessante per l’elevata presenza nell’olio di acidi grassi a catena lunga (es: acido erucico) particolarmente ricercati nella produzione del biodiesel.
  • Soia (Glicine max L.) fortemente diffusa nel nord-est della Pianura Padana, rientra nella filiera non-food in maniera limitata, poiché l’alto contenuto proteico fa sì che sia utilizzata anzitutto per l’alimentazione zootecnica.

tabella oli vegetali

Gli oli di queste colture possono essere destinati alla sostituzione del gasolio nei motori a ciclo diesel ma, poiché alcune caratteristiche dell’olio estratto dai semi (es: viscosità) non permettono un suo utilizzo diretto nei motori comunemente fabbricati, sono state sviluppate due linee di lavoro: la modifica dei motori o la trasformazione dell’olio mediante un processo di trans-esterificazione. Per essere considerata sostenibile, la filiera degli OVP deve registrare un bilancio energetico (output/input) positivo: l’energia prodotta dall’utilizzo dell’olio deve essere superiore a quella utilizzata per la produzione dello stesso.

 

Le filiere di lavorazione degli OVP

Le filiere di lavorazione degli oli, dopo la raccolta della materia prima di origine vegetale, seguono percorsi simili tra loro: le fasi di estrazione possono essere chimiche o meccaniche, ma al di là di queste i trattamenti pre-estrattivi e successivi a questa fase sono quasi identici. Dopo la raccolta e prima dell’avvio delle operazioni di estrazione è spesso opportuno effettuare dei trattamenti, appunto, di pre-estrazione. Questi trattamenti hanno scopi diversi che convergono nell’utilità di rendere più efficiente, più sicuro e qualitativamente migliore il processo di estrazione, essi consistono in lavorazioni meccaniche e fisico-chimiche. Dopo i processi di pre-estrazione si passa alla fase di estrazione vera e propria che può essere meccanica, chimica o combinata. Nelle filiere corte spesso si parla esclusivamente di estrazione meccanica che è raccomandata per materie prime che contengono una percentuale di olio in peso di almeno il 20%. Quando la percentuale di contenuto grasso è più bassa è opportuno procedere per via chimica. Negli impianti tecnologicamente più avanzati e costosi si effettuano entrambe le operazioni ponendo il panello estratto meccanicamente a successiva estrazione chimica, il panello estratto meccanicamente, se non successivamente trattato chimicamente, può essere utilizzato in zootecnia oppure come combustibile. Le farine residuali dell’estrazione chimica, invece, troveranno applicazione in agronomia e zootecnia.

L’olio estratto dovrà andare incontro, obbligatoriamente, ad un processo di depurazione che consiste in diverse fasi così articolate: sedimentazione, filtrazione e centrifugazione. Questi processi possono essere effettuati sia in via simultanea che separata.

Tra i trattamenti successivi all’estrazione c’è anche quello della transesterificazione che trasforma l’olio vegetale in biodiesel: un combustibile con caratteristiche fisiche e chimiche molto simili a quelle del normale diesel. Le operazioni per la trasformazione dell’olio in biodiesel sono semplici tuttavia richiedono competenze nei principi della chimica, quindi manodopera qualificata, e investimenti per le attrezzature destinate alla transesterificazione.

Filiera

Ci sono diverse categorie di beneficio che può apportare l’adesione alla filiera degli oli vegetali puri. In primo luogo, per la produzione di energia elettrica con turbine statiche, si può vendere l’energia ad un prezzo vantaggioso in quanto essa è ottenuta da fonti rinnovabili, in questa maniera si vanno a valorizzare anche le colture proteoleaginose, in quanto producono un buon reddito, rispetto a quello agricolo, e perché con questo utilizzo si ha l’esenzione dalle accise sui combustibili. Dal punto di vista energetico si va ad incentivare una tecnologia dalla semplice fruibilità, sicura, e che diversifica l’approvigionamento di energia. Ambientalmente è una soluzione sostenibile, anche per una futura applicazione verso le macchine operatrici aziendali, specialmente se si utilizzano biomasse “avanzate”. In alcuni contesti rurali, poi, specie si in zone periferiche, si avvicina la popolazione al tema della sostenibilità e si offre una alternativa remunerativa. In questi contesti una eventuale composizione corta della filiera comporta benefici diretti a tutti gli attori di questa.

A cura di  Dott. agr. Alessandro Calamai, PhD,  Dott. agr. Tommaso Vai

 

 

Livio Olivero

Livio Olivero

Direttore di CampusLab. Mi occupo dei rapporti con i partner e del coordinamento del nostro Team di lavoro, con cui elaboro nuove idee e proposte per nuovi progetti.
Livio Olivero

Permalink link a questo articolo: http://www.campuslab.eu/chestorie/2018/09/10/psr-121-newsletter-p-nv5-la-filiera-dellolio-vegetale-puro-ovp-per-la-produzione-di-energia/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>