06 – Storia di un anziano e di un computer: come lo compro ?

Dai, ci vediamo prossima settimana e ne parliamo tutti insieme. Se ne va, l’immagine della nipote in America un po’ più sbiadita.

Senti un po’. Come faccio a esercitarmi se non ho un computer? E poi mia nipote dove vado a vederla? Finisce che mi tocca andare a chiedere per piacere a qualcuno, che me la chiami in America, e il fuso e gli orari e insomma un pasticcio.
Dici che me lo posso comprare ?
Pierino si è fermato in disparte dopo la lezione, ha gli occhi del primo giorno, gli luccicano perché sa che ci sta arrivando. Che tra poco sarà anche lui un Nonno 3.0. Provo a dirglielo, ma capisco che ho sbagliato esempio. Gli dico che il nostro è il progetto S3pitosi Tecnologici (3 sta per tre inteso come Terza Età) e che siamo lì proprio per quello. Ho di nuovo sbagliato esempio.

Vabbè, taglio corto, il computer lo puoi comprare eccome, devi solo fare alcune attenzioni.
Tira fuori un foglio e una penna, in attesa che io dica.
Allora prima di tutto il computer deve costare poco, essere in offerta e avere un monitor dove ci vedi bene e una tastiera dove riesci a schiacciare i tasti senza problemi.
Vai nel supermercato che ti dà più fiducia, con i commessi più gentili e chiedi loro di toccarne e vederne uno, di poterci mettere le mani sopra e chiedi subito cosa fanno se si rompe, cioè dov’è l’assistenza.
Poi mi porti un po’ di depliant e vediamo.
Pierino è un po’ deluso, col suo foglio quasi bianco, esce. Preferiva marca modello indirizzo e importo, ma io mi sono convinto che anche lui deve fare la sua scelta se no non è soddisfatto.
Riprendo con le mie scartoffie, solite beghe e problemi e so che ne avrò ancora fino a fine giornata, alle sette quando chiude la segreteria, con i corsi serali per i lavoratori che iniziano poco prima.
Alle 7 e 10 sto ritirando, mi volto e al bancone ci vedo…Pierino. Sventola un po’ di depliant con fare trionfale e quasi senza fiato mi dice Ho trovato, vuoi guardare? Quel signore mi ha detto che questo è il migliore.
La cena, i miei figli che mi aspettano, devo ancora passare a fare una commissione, ma non voglio togliergli l’entusiasmo del bimbo che ha riscoperto in lui.
Sfoglio quello che mi ha portato, questo ha 2 giga di RAM e il disco da 320 giga, con l’ultima versione di Windows, però il processore è più lento di quello, poi so che questa marca è un po’ più cara di quella, ma l’assistenza è più vicina e sono più efficienti, il monitor qui è più grande, quello però pesa meno, questo no perché è un tablet, anche se per navigare su internet può andare benissimo, ma è tanto diverso da un pc, quello è un netbook te lo sconsiglio è troppo piccolo, non ci vedi e la tastiera è scomoda, quello è un fisso non te lo puoi portare in giro.
Vedo che è frastornato, un po’ demoralizzato e non ci caviamo un ragno da un buco. Allora mi rendo conto che tutto quello che ho raccontato a lezione deve essere arricchito di queste informazioni, per fare in modo che Pierino non caschi nelle mani del primo venditore di computer senza tanti scrupoli e con poca pazienza.
Senti di stasera non riesci più a passare a comprarlo e poi volevo parlarne in classe, perché anche Franca e Salvatore vogliono prenderlo e Maria vuole cambiarlo anche lei.
Dai, ci vediamo prossima settimana e ne parliamo tutti insieme.
Se ne va, l’immagine della nipote in America un po’ più sbiadita.

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Livio Olivero

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